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Urinocoltura: come raccogliere il campione e leggere il risultato

L'urinocoltura è un esame di laboratorio che cerca batteri o funghi nelle urine, per aiutare a individuare un'infezione delle vie urinarie. Serve anche a capire quale microrganismo è responsabile e, se necessario, a scegliere con il medico il trattamento più adatto.

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Rivisto da FarmaciaDiTurno.it, Redazione · aggiornato il 24/10/2026

Cos'è l'urinocoltura

L'urinocoltura è un esame di laboratorio che rileva la presenza di batteri o funghi nelle urine. Serve a riconoscere le infezioni del tratto urinario, come cistiti, pielonefriti e uretriti, e a identificare il microrganismo che le provoca.

Conoscere il responsabile permette al medico di scegliere una cura mirata, antibiotica o antifungina, con maggiori possibilità di guarigione.

L'esame è spesso richiesto in presenza di sintomi come bruciore durante la minzione, bisogno frequente di urinare, febbre o dolori lombari. La valutazione dei sintomi e la scelta della cura restano compito del medico.

A cosa serve

L'urinocoltura è utile soprattutto per le infezioni urinarie acute o che ritornano. Quando ci sono sintomi come dolore durante la minzione, urine torbide o presenza di sangue, l'esame aiuta a stabilire quale batterio è coinvolto. Il più frequente è l'Escherichia coli.

Può servire anche a verificare l'andamento di una terapia già in corso.

A volte il risultato è affiancato dall'antibiogramma, un test che indica quale antibiotico è più efficace contro il microrganismo trovato, così da rendere la cura più mirata.

Come raccogliere il campione

Per ottenere un risultato preciso occorre seguire alcune indicazioni pratiche. Il contenitore deve essere sterile: si può procurare in farmacia o farsi dare dal laboratorio. La raccolta si fa preferibilmente al mattino, appena svegli.

  • Prima della raccolta lavare accuratamente le mani e la zona genitale: serve a evitare contaminazioni.
  • Usare il getto intermedio: si scarta il primo flusso di urina e si raccoglie la parte centrale direttamente nel contenitore, senza toccarne il bordo né l'interno.
  • Chiudere bene il contenitore e consegnarlo al laboratorio nel più breve tempo possibile.

Nei neonati e nei bambini molto piccoli si può usare un sacchetto sterile adesivo, da rimuovere subito dopo la minzione.

È meglio non eseguire l'urinocoltura durante il ciclo mestruale, perché il campione potrebbe risultare contaminato.

Cosa evitare prima dell'esame

Se si sta facendo una terapia antibiotica, va chiesto al medico se e per quanto tempo sospenderla, perché il farmaco può modificare il risultato. Nelle ore precedenti è meglio evitare rapporti sessuali e sforzi fisici intensi, e non effettuare lavande vaginali o usare ovuli se il medico non lo indica. Anche alimenti e bevande possono alterare l'esito, se il medico lo segnala.

Come leggere il risultato

Un esito positivo indica la presenza di batteri o funghi nelle urine, e suggerisce che un'infezione è in corso. In questo caso può essere eseguito l'antibiogramma per scegliere l'antibiotico più indicato.

Un esito negativo esclude un'infezione batterica. Se però i sintomi persistono, possono essere necessari altri accertamenti o una nuova urinocoltura, da valutare con il medico.

Preparazione

  • La richiesta medica non è obbligatoria.
  • Digiuno da almeno 8 ore.
  • Il campione richiesto è di urine.
  • Se l'esame colturale risulta positivo, l'eventuale antibiogramma non è compreso e si paga a parte, direttamente nella struttura.

Domande frequenti

Come si raccoglie correttamente il campione per l'urinocoltura?

Serve un contenitore sterile, meglio al mattino. Si lavano accuratamente mani e zona genitale con acqua e sapone, si scarta il primo getto e si raccoglie quello intermedio direttamente nel contenitore, senza toccarne i bordi o l'interno. Il contenitore va chiuso bene ed etichettato con nome e cognome, e il campione va consegnato al laboratorio rapidamente.

Cosa evitare prima dell'urinocoltura?

Conviene chiedere al medico se sospendere un'eventuale terapia antibiotica e per quanto tempo, perché il farmaco può alterare il risultato. È meglio evitare rapporti sessuali e sforzi fisici intensi nelle ore precedenti, e non raccogliere il campione durante le mestruazioni. Se il medico lo indica, va evitato anche qualche alimento o bevanda che potrebbe influire sull'esito.

Perché si scarta il primo getto di urina?

Il primo getto può contenere batteri presenti nell'uretra o sulla pelle intorno all'apertura. Scartandolo si riduce il rischio di contaminazioni esterne che potrebbero far risultare positivo un esame in realtà negativo. Il getto intermedio riflette meglio la flora batterica delle vie urinarie. Per questo è importante anche un'accurata igiene prima della raccolta.

Qual è la differenza tra analisi delle urine e urinocoltura?

L'analisi delle urine è un esame generale che valuta parametri chimici e fisici, come pH, proteine, zuccheri e globuli bianchi, ed è utile per il controllo generale e per la funzione dei reni. L'urinocoltura è invece un esame microbiologico: cerca batteri nelle urine, isola il microrganismo responsabile e ne valuta la sensibilità agli antibiotici. Si fa soprattutto per le infezioni urinarie.

Quanta urina serve per l'urinocoltura?

Basta una piccola quantità di urina, raccolta nel contenitore sterile senza riempirlo del tutto. Il campione va preso dopo aver scartato il primo getto, senza toccare i bordi del contenitore, e poi chiuso bene. Se l'esame prevede anche le analisi chimico-fisiche, a volte il primo getto viene separato in un altro contenitore: è il laboratorio a indicarlo.

Cosa può rilevare l'urinocoltura?

Può rilevare la presenza di batteri o funghi nelle urine e aiuta a diagnosticare infezioni delle vie urinarie, che possono interessare la vescica, l'uretra, i reni o la prostata. Il batterio più comune è l'Escherichia coli. Spesso l'urinocoltura è seguita dall'antibiogramma. Talvolta può aiutare a riconoscere anche alcune infezioni sessualmente trasmesse, ma non è il test principale per queste malattie.

Come si fa l'urinocoltura in gravidanza?

Di solito viene richiesta durante la prima visita in gravidanza per cercare infezioni urinarie, anche silenziose, come la batteriuria asintomatica. La raccolta segue le stesse regole generali: contenitore sterile, igiene accurata e getto intermedio, con il campione consegnato al laboratorio in tempi brevi. Per ogni dubbio è utile confrontarsi con il medico o con l'ostetrica.

Come ci si prepara all'urinocoltura se si assumono antibiotici?

Non bisogna sospendere né continuare la terapia di propria iniziativa: va chiesto al medico. Di solito si consiglia di sospendere l'antibiotico per un certo periodo prima dell'esame, perché il farmaco può impedire la crescita dei batteri e falsare il risultato. Se il test si fa durante la terapia, va comunicato al medico e al laboratorio, perché l'affidabilità del risultato può essere ridotta.

Fonte

Redazione di FarmaciaDiTurno.it

Queste informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista. In caso di emergenza chiama il 112.

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